Program

> Incontri

05 Aprile - Post Internet Art: dall'archivio al self broadcasting

Dove e quando

Palazzo Romagnoli
5 Aprile – 10:30/13:00
Ingresso gratuito

Relatori

Piero Deggiovanni – critico d’arte contemporanea
Silvia Dal Dosso – Clusterduck
Franziska Von Guten – Clusterduck
Mara Oscar Cassiani – artista contemporanea
Sara Lorusso – artista contemporanea

Post Internet Art

L’espressione Post Internet Art fu coniata dall’artista tedesca che vive e lavora a New York, Marisa Olson, la quale intendeva indicare, in questo modo, le opere d’arte che produceva dopo aver navigato per ore su Internet, sua fonte primaria di ispirazione. In seguito, moltissimi artisti del calibro di Jon Rafman e Ryan Trecartin, hanno riportato nella realtà materiale del white cube i contenuti virtuali espressi e conservati in Internet. Espressi principalmente dai social network nella forma del self broadcasting (Youtube), e conservati nei blog e in altri social come Flikr, Instagram, ecc., rivelatisi archivi immensi di materiale scaricabile e manipolabile all’infinito. Scopo della Post Internet Art è porre quesiti sull’utilizzo della rete da parte dell’utenza comune.
Clusterduck è un collettivo interdisciplinare che lavora al crocevia di ricerca, design e transmedialità, concentrandosi sui processi e gli attori dietro alla creazione di contenuti digitali e alla loro diffusione su Internet. Nel corso dell’ultimo anno, Clusterduck è arrivato a costruire una vasta rete di attori e creatori digitali, impegnandosi in chat di ricerca, gruppi e operazioni collettive. Tra gli ultimi progetti c’è la mostra online #MEMEPROPAGANDA, ospitata da Greencube Gallery. Il gruppo ha anche partecipato alla scorsa edizione di The Wrong Digital Biennale, curando il padiglione berlinese “Internet Fame”, e sarà membro del consiglio della prossima edizione.

13 Aprile - Il potere del corpo (femminile)

Dove e quando

Palazzo Romagnoli
13 Aprile – 10:30/13:00
Ingresso gratuito

Relatori

Bruno Di Marino – critico d’arte e d’immagini in movimento
Elisabetta Di Sopra – video artista
Francesca Leoni – video artista e direttore artistico
Davide Mastrangelo – regista e direttore artistico

Il potere del corpo (femminile)

L’incontro sarà dedicato all’influenza e al potere del corpo, in particolare quello femminile, nella sperimentazione audiovisiva contemporanea. Alla fine degli anni ’60 nasce la video performance nella quale l’artista contemporaneo in particolare di sesso femminile, finalmente si riconosce e rivendica il proprio corpo, non solo come mezzo, ma come forma più alta d’espressione artistica. Ecco che il corpo diventa ora una tela sulla quale dipingersi, ora un corpo da mettere alla prova. Il video diventa quindi una seconda pelle.
Dialogheranno al dibattito Bruno Di Marino, storico dell’immagine in movimento, Elisabetta Di Sopra, video artista, e i due direttori artistici del festival Francesca Leoni e Davide Mastrangelo.

Bruno Di Marino: Storico dell’immagine in movimento, dal 1989 si occupa in particolare di sperimentazione audiovisiva. Attualmente insegna Teoria e Metodo dei Mass Media presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Ha diretto festival, retrospettive e rassegne e curato numerose mostre. I suoi saggi sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Portogallo, Germania, Russia, Giappone, Cina e Ungheria.

La ricerca di Elisabetta Di Sopra è incentrata sull’impiego del video ed una narrazione caratterizzata da azioni semplici ed incisive che mettono in luce le dinamiche psicologiche sottese alla vita quotidiana, alle relazioni familiari, al corpo femminile e ai ruoli sociali. Ha all’attivo numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Collabora con l’università Ca’ Foscari per lo Short Film Festival, con l’Archivio Carlo Montanaro presso la Fabbrica del Vedere. È docente al Master in Fine Arts in Filmmaking dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Numerosi sono i suoi dialoghi-incontri con critici e storici dell’arte.

Francesca Leoni & Davide Mastrangelo: La ricerca di Leoni & Mastrangelo si focalizza sulla condizione umana nelle società contemporanee, affrontata da diverse prospettive. Tra tutti, domina il tema della relazione uomo-donna nelle sue molteplici dimensioni sociali – dal rapporto di coppia, agli usi e costumi dei popoli, alle strumentalizzazioni ideologiche e religiose – di cui offrono exempla simbolici realizzati in “quadri” performativi. Il duo è attualmente inserito in festival ed eventi internazionali; vincitori della VI edizione del premio videoarte Maurizio Cosua 2015, inoltre gli ultimi lavori sono distribuiti in Italia da Visualcontainer e in Canada da VIVO Media Arts Centre. Dal 2016 sono entrambi direttori artistici di Ibrida, festival delle arti intermediali.

13 Aprile - Presentazione libro - Segni, sogni, suoni.

Dove e quando

Libreria d’arte contemporanea Marmo, Corso Garibaldi 152, Forlì
13 Aprile – 17:00 
Ingresso gratuito

Presentazione libro – Segni, sogni, suoni.

Quarant’anni di videoclip da David Bowie a Lady Gaga  – di Bruno di Marino edito Meltemi 
Dopo oltre trentacinque anni dalla nascita di MTV – la prima emittente mondiale dedicata alla musica da vedere – il linguaggio del videoclip è totalmente mutato, amplificando sempre di più le interferenze con gli altri media e gli intrecci con il contesto delle arti visive. Nuovi autori, inoltre, si sono affacciati sulla scena internazionale, ottenendo numerosi riconoscimenti. Strutturato in cinque capitoli, il libro – evitando di limitarsi a un’ottica anglocentrica e allargandosi, attraverso numerosi esempi, ai music video di molti altri .

> Live Festival

26 Aprile - Prima Serata

Dove e quando

Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 9/30
26 Aprile – 20:00/24:00 
Biglietto unico 8 €

La serata si articola in 4 location:
1 – Sala Rossa
2 – Sala Arancione
3 – Sala Spettacolo
4 – Video installazioni esterne

Sala Rossa – selezione a cura di Vertov Project

> Video Performance Parte 1

1. What do I have to do that you fall in love with me – Gerald Zahn- Austria- 5’44”- 2018
2. My Father’s Tears – Gabriel Andreu – UK- 3’52’’- 2016
3. SENESCENCE – Makis Kyriakopoulos – Greece- 5’- 2018
4. Adieu, Corpus! – Alexander Isaenko – Ukraine – 8’07’’- 2018
5. Scrollathon [on Instagram] – Filipe Vilas-Boas – France- 1’24’’- 2018
6. Snags in Palladio – Michele Manzini – Italy- 6’- 2015
7. Solari – Jacopo Jenna – Italy- 4’15’’- 2018
8. I am just a sound when I talk – Draga Jovanovic – Canada – 6’27’’- 2018

Sala Arancione – selezione a cura di Piero Deggiovanni

> Post Internet (video) Art  – Video arte italiana

L’arte che si produce dopo aver navigato in rete è uno strano ibrido che fonde i contenuti recuperati su Internet con la realtà concreta dove essa appare sotto molteplici forme. In versione video, diviene una critica o una presa d’atto, di come la gente utilizza la rete quotidianamente inserendo contenuti bizzarri, anomali fino alla psicopatologia.

1. Acta Barbatiani – Amenia – Sathyan Rizzo- 2017-12’52’’
2. Car Park, Best Funny Moments!! – Désirée De Monte, Andrea Parenti – 2018 – 2’36’’
3. The Memory Hunter – Marco Fontichiari- 2017-3’14’’
4. Welcome to My Room – Sara Lorusso – 2018 – 5’38’’
5. Serie asmrrrr molesto (estratto) – Ilaria Pezone – 2019 – 20’

Proiezione esterna – selezione a cura di Strangloscope (Festival di Video Arte- Brasile)

1. The Stream VIII – Hiroya Sakurai – Japan-6’54’’- 2017
2. Common Depth – Marcos Serafim – Brazil- 10’-2018
3. Sea Monsters – Duo Strangloscope – Brazil- 10’- 2018
4. Yuji Kondo “Suicide Ocean”- Harissa Kajn – Japan- 2018
5. For Alla Audiences – Josh Weissbach – USA- 2’36’’- 2018

Video Installazioni Esterne

Patrizia Giambi – video installazione multicanale
Igor Imhoff – Boy (virtual reality)

Boy è un’installazione in realtà virtuale, visibile (quasi esclusivamente) indossando un apposito visore, e proietta il visitatore al centro di uno strano paesaggio lunare.
Come una moderna lanterna magica, il cielo rotea lentamente e una leggera brezza muove particelle fluttuanti. Improvvisamente appare e scompare un bambino che corre e salta attorno allo spettatore. A volte è vicino a volte è lontano e bisogna cercarlo con lo sguardo o muovendo alcuni passi.
Il Bambino potrebbe andare dove vuole, ma le sue azioni sistematiche, i suoi movimenti tracciano il suo spazio vitale e di conseguenza anche i limiti del suo agire, nonostante non ci siano confini. Il mondo di Boy è lontano, però è una dimensione che è in contatto con la nostra realtà, attraverso i suoni. Il rumore catturato attorno allo spettatore diviene così l’andamento del vento e provoca il movimento di piccoli solidi sul terreno. Inoltre, lo spettatore diventa un inconsapevole performer, in quanto il suo sguardo è a sua volta catturato e proiettato all’esterno, consentendo, così di aprire a tutti una finestra sui questo “altro” mondo.

Sala Spettacolo

h 21:30 – performance live
Francesca Fini | Skin Tones

La pelle dell’artista, esplorata da un microscopio digitale, mostra dettagli che sembrano mappe di pianeti sconosciuti: una varietà infinita di colori, texture e forme, schemi e imperfezioni. Nuda davanti a due luci al neon, dando le spalle al pubblico, passo un microscopio digitale sul mio corpo, concentrandomi sulle diverse tessiture che lo compongono. Il software originale, che io stessa ho compilato, calcola il colore medio di ogni segmento di tessuto, trasformando il flusso di dati in suono e video generati dal vivo: cicatrici, ferite, lesioni, nei, rughe e smagliature diventano cristalli, mandala e rosoni di chiesa. Un concerto generativo di immagini e suoni che parlano di erotismo, femminilità, biometria, fisiologia, identità e fragilità.

Francesca Fini performed at: University of Rome, MACRO Museum in Rome, Guggenheim Museum Bilbao, Instants Video Marseilles, TF18 – London Biennial of International Performance Art & Noise, Villa Trabia Palermo, for Border Crossing and MANIFESTA12 collateral event.

h 22:00 – video proiezione
Melanie Smith | Parres Trilogy

Parres è una piccola località situata fuori da città del Messico. Questa serie è composta da tre video realizzati in 35mm. Ogni azione performativa coincide con un rullo di film. Il lavoro è caratterizzato dalla mancanza di edizione che, nella costruzione dell’immagine richiama le vecchie tecniche di edizione cinematografica. Le scene sono quindi lunghe e suddivise in cornici che richiamano anche lavori pittorici.
Melanie Smith – artista inglese, di fama internazionale, vive e lavora in Messico. Il suo lavoro è caratterizzato la una rilettura delle categorie estetiche dell’avanguardia e post- avanguardia. Le sue opere sono state sposte nei maggiori musei e gallerie del mondo, come per esempio la Tate Modern di Londra, Biennale d’Arte di Venezia e il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona.

h 22:30 – visual concert
OKAPI | Opera Riparata. Tributo a Bruno Munari

Un progetto di decomposizione e ricomposizione dell’opera lirica pensato da Bruno Munari e mai realizzato. L’elettronica è la soluzione. 40 remix delle più famose arie dell’opera lirica in un frenetico viaggio live di suoni e immagini.

27 Aprile - Seconda Serata

Dove e quando

Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 9/30
27 Aprile – 20:00/24:00 
Biglietto unico 8 €

La serata si articola in 4 location:
1 – Sala Rossa
2 – Sala Arancione
3 – Sala Spettacolo
4 – Video installazioni esterne

Sala Rossa – selezione a cura di Vertov Project

> Percezioni

1. Two – Vasilios Papaioannu – USA- 8’- 2018
2. Cosa resta ( racconti d’osservazione) – Adriano Zanni- Italia- 5’49”- 2015
3. Lysninger / Clearings – Aleksander Johan Andreassen – Norway- 3’50’’- 2016
4. Nothing Remains – Hong Yane Wang, Hua Wang- China/Uk- 1’14’’- 2018
5. Emergence – Jason Bernagozzi- USA- 2’50’’- 2017
6. Glacies – Pierre Villemin- France – 8’- 2017
7. Rodez – Stefano Miraglia – Italy- 3’- 2017
8. Autonotturno in 22 frammenti – Mattia Biondi- Italy – 6’50’’- 2018
9. Flora – Chaerin Im – South Korea- 4’11’’- 2018
10. Lost in Tokyo – Benjamin Bardou- France- 1’42’’- 2018

Sala Arancione – selezione a cura di Piero Deggiovanni

> Il Quotidiano Surreale  – Video arte italiana

Solo un occhio artistico è in grado di cogliere nella realtà quotidiana elementi anomali, presenze inquietanti, assurde e paradossali. È sufficiente soffermarsi un attimo ad osservare il territorio o le relazioni domestiche e analizzarli con la propria sensibilità, per accorgersi della bizzarria surreale degli uomini cosiddetti “normali”.

1. Smother – Rita Casdia – 2013 – 5’30
2. I d. – Rita Casdia – 2015 – 4’50
3. Silent Edge – Enzo Cillo – 2017- 6’
4. Linea d’onda – Audray Coianiz – 2018 – 4’30’’
5. The breeze blows high. Black olive – Alberta Pellacani – 2019
6. C6H8O6 / Lacrime napulitane / Gemelli d‘Italia / Convention / Garibaldi fu ferito – Iginio De Luca 2008 / 2008 / 2009 / 2010 / 2019 – 2’04” / 3’01” / 1’25”/ 1’49” / 20”
7. SUPERFICI FONETICHE – Devis Venturelli- 2009 – 2’00″
8. Sculpt the Motion – Devis Venturelli – 2017- 5’44’’

Proiezione esterna – a cura di Vertov Project

> Segnali

1. Realness – Cloud and Dust – Sandrine Deumier- France- 8’- 2018
2. Bepar (Hop) – Labkhand Olfatmanesh & Gazelle Samizay- USA- 6’- 2018
3. Flora – Chaerin Im – South Korea- 4’11’’- 2018
4. Shared Memories – Benjamin Bardou- France- 1’42’’- 2018
5. The Divine Way – Ilaria di Carlo- Italy/Germany- 15’- 2018
6. Nation of Masks – Patrice Sanchez- France- 5’47’’- 2018
7. Skinned – Francesca Fini – Italy- 7’17’’- 2018
8. Blond Readhead – Golden Light – Virgilio Villoresi – Italy- 3’32’’- 2016
9. Sanctuary – Marcantonio Lunardi – Italy – 07’00″ – 2019
10. Pietas – Elisabetta Di Sopra – Italy – 4’50” – 2018

Video installazioni esterne

Patrizia Giambi – video installazione multicanale
Igor Imhoff – Boy (virtual reality)

Boy è un’installazione in realtà virtuale, visibile (quasi esclusivamente) indossando un apposito visore, e proietta il visitatore al centro di uno strano paesaggio lunare.
Come una moderna lanterna magica, il cielo rotea lentamente e una leggera brezza muove particelle fluttuanti. Improvvisamente appare e scompare un bambino che corre e salta attorno allo spettatore. A volte è vicino a volte è lontano e bisogna cercarlo con lo sguardo o muovendo alcuni passi.
Il Bambino potrebbe andare dove vuole, ma le sue azioni sistematiche, i suoi movimenti tracciano il suo spazio vitale e di conseguenza anche i limiti del suo agire, nonostante non ci siano confini. Il mondo di Boy è lontano, però è una dimensione che è in contatto con la nostra realtà, attraverso i suoni. Il rumore catturato attorno allo spettatore diviene così l’andamento del vento e provoca il movimento di piccoli solidi sul terreno. Inoltre, lo spettatore diventa un inconsapevole performer, in quanto il suo sguardo è a sua volta catturato e proiettato all’esterno, consentendo, così di aprire a tutti una finestra sui questo “altro” mondo.

Sala Spettacolo

h 21:30 – performance live
Jacopo Jenna | Choreographing Rappers

Il progetto riflette coreograficamente sulla costruzione dei brani hip-hop focalizzandosi sull’immediatezza che il Rap possiede, ovvero la qualità di portare in un coinvolgimento diretto e istantaneo con qualcosa, senza passaggi intermedi, dando luogo a un senso di urgenza o di eccitazione. I rappers usano il loro flow, la qualità di scandire e cadenzare le parole ritmicamente, creando attenzione immediata su ciò che viene detto; allo stesso tempo, giocando con le parole e il ritmo, creano uno slang distintivo che ha generato parole che hanno preso forza e significato diverso (signifying) da quello
originario. Choreographing Rappers utilizza la danza e il corpo come le parole dei rappers, modulando la dinamica, il tempo e il ritmo di scansione del movimento, creando intensità e frammentazione nel danceflow. Il lavoro coreografico crea una contrapposizione semantica mettendosi in relazione con una drammaturgia sonora fatta di testi, mash-up e rimandi alla cultura hip-hop americana.
Il titolo del progetto prende spunto dalla traccia “Signifying Rapper” di SchoollyD (1988) – che rinvia alla guerriglia linguistica e alla manipolazione del linguaggio peculiare del rap – e dal libro di David Foster Wallace e Mark Costello Signifying Rappers: Rap and Race in the Urban Present (1990), tradotto in Italia con il titolo Il Rap spiegato ai Bianchi, che esplora la storia del fenomeno e le sue intersezioni con il contesto storico

h 22:30 – visual concert
Basmati Film | IGHINA 01
Saul Saguatti e Pasquale Sorrentino

La performance è basata su una macchina creata da Saguatti e Sorrentino inspirata al controverso personaggio PIER LUIGI IGHINA; personaggio che cita collaborazioni con Marconi, mai confermate ufficialmente , e dal vago sapore cristiano militante, o con riferimenti più a largo raggio su tematiche legate a elettromagnetismo e speudoscienze,
ma che alla prova esecutiva si dimostrano poi funzionanti anche se lasciate languire nell’oblio. La macchina base a cui è ispirata la performance prende il nome di IGHINA 01 aprendo la strada a una ricerca che porterà a ulteriori sviluppi basati sulla stessa filosofia, che dovrebbe portare alla realizzazione di un THEREMIN video è una sorta di mixer elaboratore di disturbi basati sulla trasmissione del segnale e le sue relative interferenze basate sul magnetismo stesso dell’operatore, ovvero una macchina che prendendo un segnale video in ingresso, da telecamera o computer , e lo modifichi tramite interferenze elettromagnetiche generate da movimenti del corpo umano; la macchina si pone come centro di connessione tra diversi mondi mediatici , con inserti di animazioni manuali e video di archivio e connessioni con altre macchine audio auto costruite basate su interferenze elettromagnetiche e ultrasoniche.

28 Aprile - Terza serata

Dove e quando

Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 9/30
28 Aprile – 20:00/24:00 
Biglietto unico 8 €

La serata si articola in 4 location:
1 – Sala Rossa
2 – Sala Arancione
3 – Sala Spettacolo
4 – Video installazioni esterne

Sala Rossa – selezione a cura di Vertov Project

> Animazione

1. Vortex – Alexandre Alagôa – Portugal- 9’- 2017
2. Identity Parade – Gerard Freixes-Ribera – Spain- 4’- 2017
3. U$AAR – Sandra Araújo – Portugal- 3’49’’- 2018
4. Cosmos Obscura – Katherine Balsley and Irina Escalante -Chernova- USA- 4’- 2018
5. Stasis in Flux – Joe Hambleton – Canada- 5’10’’- 2018
6. DÚCTILES – Marisa Benito – Spain- 2’43’’- 2018
7. Open Beyul Torrent – Gabriel Gabriel Garble – UK – 2’07’’- 2018
8. Cave – Emilia Izquierdo – UK- 2’33’’- 2018
9. Travel Notebooks: Marseille, France – Silvia De Gennaro – Italy- 2’22’’- 2018
10. Black sheep escape – Yiorgos Drosos – Greece- 3’19’’- 2018
11. Refugees are welcome – Shivkumar K V – India- 3’07’’- 2017
12. Possum – Ophelia Borghesan – Italy- 3’05’’- 2018
13. Eidolon – Jeroen Cluckers – Belgium- 2’37’’- 2018
14. Assisted_Self-Portrait – Leandro Estrella – Italy- 1’30’’-2014
15. L-DNA – Veruschka Bohn & Christian Graupner- Germany – 3’13’’- 2018
16. After Silence – Henning Himmelreich- Germany- 4’- 2018

Sala Arancione – selezione a cura di Piero Deggiovanni

> Video (e) motions – Video arte italiana

La relazione tra video e corpo nasce con la video arte stessa, ma è con la digitalizzazione dei segnali analogici che tale relazione si specializza in molteplici sottogeneri. Tra questi, la video danza è la più ricca di invenzioni eleganti e poeticamente ispirate dalla post produzione.

1. Concert for Shadows 1-14 – Alessandro Amaducci – 2012- 20’41’’
2. Timepulse – Apotropia – 2017-8’46’’
3. LABO – Salvatore Insana- 2018-4’38’’
4. VACUUM – Salvatore Insana- 2018- 3’
5. Anxiety – Greta Langiani – 2019- 2’29’’
6. Distilling Mutant Gestures – Eleonora Manca – 2016- 3’34’’
7. SINEDDOCHE – Eleonora Manca – 2016- 1’36’’
8. Vedersi visti (da qui, sottrai) – Eleonora Manca – 2018- 2’28’’
9. Data in luce – Eleonora Manca – 2018- 2’32’’

Proiezione esterna – a cura di Vertov Project

> Video Performance Parte 2

1. VD01.6 – Kepa Landa- Spain- 9’58’’- 2018
2. Tabaroa – Marcia Beatriz Granero – Brazil- 5’45’’- 2018
3. Long Winter – Vilija Vitkute – Sweden- 10’- 2017
4. Like we were together – David Alræk, Katrine Patry & Lisa Cole:e Bysheim- Norway- 7’- 2018
5. Liquid Path – Filomena Rusciano – Italy- 4’- 2013
6. Milk – Sara Simeoni- Germany – 2’28’’-2017
7. Espiazione – Francesca Lolli – Italy- 5’11’’- 2018
8. Overshoot Day – Nicola Fornoni – Italy – 9’40’’- 2017
9. Evitiamo nell’Aria – Gamberini, Marinaro, Camporesi – Italy- 9’- 2018

Sala Spettacolo

h 21:30 – visual concert
Luca Maria Baldini | L’uomo meccanico
Insonorizzazione film muto

L’Uomo meccanico di André Deed è un film muto del 1921 prodotto in Italia e restaurato dalla Cineteca di Bologna. E’ il primo film della storia del cinema che mostra una lotta fra due robot. Ho deciso di far dialogare questa pellicola con il presente, utilizzando suoni della contemporaneità creando cortocircuiti temporali (ad esempio il suono del fiammifero diventa quello di un accendino, il rumore della folla in piazza diviene una folla di un ipermercato e così via). La struttura ritmica è frutto di campionature di suoni del cellulare e derivati, come ad esempio il suono iniziale: una vibrazione del telefono elaborata. Concettualmente ho immaginato che l’uomo meccanico potesse essere letto come uno strumento nelle mani di pochi, in grado di controllare e sopraffare.
Il nostro “uomo meccanico” oggi è rappresentato dal controllo a cui siamo sottoposti attraverso tecnologia, smartphone e piattaforme social. L’idea è stata quella di ricreare parte dei suoni dell’ambiente così come si è usato fare dall’avvento del sonoro in poi. Una sorta di omaggio al punto di rottura fra cinema muto e cinema sonoro.

> Mostre

28 Aprile/ 11 Maggio - Installazioni video a cura di Video Art Miden

Dove e quando

Libreria d’arte contemporanea Marmo, Corso Garibaldi 152, Forlì
28 Aprile / 11 Maggio
Inizio 28/04 h17:00 – Orari apertura negozio
Ingresso gratuito
Per info e prenotazioni: vertovproject@gmail.com

A cura di Video Art Miden – Margarita Stavraki
Una selezione di video in cui posture e movimenti si fanno danza e poesia. La danza è talvolta fisica, talvolta il risultato dell’elaborazione di immagini in movimento. Lo spazio circostante è talora reale, definito, talora è digitale e neutro. La danza, il movimento e la posa sono bisogni primordiali dell’essere umano, anche nell’era digitale.

1 – Inertness (Inattività), Izabella Retkowska, Polonia 2016, 1.10
2 – Marta Arjona & Mei Casabona, X-TREM, Spagna 2016, 5.24
3 – Cipher (Messaggio in codice), Aliki Chiotaki, Grecia 2017, 1.18
4 – Selfiesism – Dance Duet, Daphna Mero, Israele / USA 2017, 5.03
5 – The chaos theory (la teoria del caos), Fran Orallo, UK 2018, 3.40
6 – Argille, Gaetano Maria Mastrocinque, Italia 2016, 5.47
7 – Night, Street, Lantern, Pharmacy (Notte, strada, lampione, farmacia), Johannes  Christopher Gérard, Russia 2017, 4.51
8 – Handmade, Dancevacuum dance company-Vicky Vassilopoulou, Grecia 2018, 8.11
9 – Odd Jewels: Beauty Under Mask (Gioielli bizzarri: la bellezza sotto la maschera), Same As Sister/Briana Brown-Tipley & Hilary Brown and Aitor Mendilibar, USA 2018, 8.26
10 – Recollect (Ricordare), Cecilia Seaward, USA 2016, 2.40
11 – SCENARIO, Stefano Croci & Luca Veggetti, Italia 2017, 22

> Cataloghi